Ci avviciniamo al congresso

Siamo alla conta chi scegliamo tra Bersani,Franceschini e Marino pur mantenedo la maglietta del PD.

22 risposte a Ci avviciniamo al congresso

  1. tempimoderniblog scrive:
  2. Dario scrive:

    Io sono per un Pd moderno, che sappia fare OPPOSIZIONE (oltre che governare nelle regioni “fortino”) e che non abbia paura nel RINNOVARSI continuando a tenere ben saldi i valori storici. Perchè i valori non si posson cambiare, le persone sì. Eccome se si possono cambiare.
    Quindi ci si ritrova tra : un ex vicesegretario, un ministro di lungo corso e un esponente della società civile mosso dalle migliori intenzioni ma che in un confronto a due con il capo della maggioranza verrebbe sciolto come neve al sole (diciamocelo onestamente). Io sto con il popolo delle primarie!

  3. Dario scrive:

    Ho letto ora il post del segretario Gelichi. Sottoscrivo dalla prima all’ultima lettera! Lei che può, faccia leggere quanto ha scritto a uno dei 3 candidati, la prego!

  4. luigi scrive:

    Caro Dario
    Non credo che Marino abbia intenzione di lasciare una luminosa carriera nel campo della chirurgia dei trapianti per dedicarsi a tempo piena alla politica. Penso invece che voglia ottenere il miglior risultato possibile per, se non viene raggiunto da nessuno il 50%, dare il sostegno dei suoi delegati a chi accetterà di mettere nel suo programma i principi della laicità, del testamento biologico e dei diritti civili come sono intesi da lui e dalle moltissime persone che lo stanno sostenendo,sottoscritto compreso. Al confronto ci penseremo dopo anche perchè non sono sicuro che uno dei due debba per forza essere il nanopapi ( anche l’età ha le sue esigenze).
    Vediamo se questo nuovo vestito che stiamo utilizzando verrà indossato da un maggior numero di persone rispetto al passato.
    Un caro saluto
    Luigi

  5. Riccardo Gelichi scrive:

    Ti ringrazio Dario,a breve inserirò anche la mia posizione congressuale, nel frattempo ho inviato il testo ai candidati, come contributo alla discussione, come tu mi hai suggerito.
    Un Saluto a tutti e ben tornati in questo lido.
    Riccardo.

  6. Davide scrive:

    Questo è il sito per la toscana della mozione Marino

    http://toscana.scelgomarino.info/

  7. Comitato ValdicorniaElba per Marino scrive:

    E’ nato il Comitato per Ignazio Marino

    http://www.corriereetrusco.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4437

  8. Riccardo Gelichi scrive:

    La barzelletta è uno spasso, complimenti.

  9. Riccardo Gelichi scrive:

    Inserisco l’ultimo mio intervento in assemblea territoriale, apriamo una discussione ?

    Condivido sempre la discussione, soprattutto quando viene dalla base e dagli iscritti, i quali sono coloro che svolgono la funzione di gestire l’iniziativa quotidiana del partito e il suo rapporto con la società e il territorio.

    Gli iscritti, come facciamo oggi in questa sede, contribuiscono a costruire gli strumenti della elaborazione politica e programmatica, promuovono la formazione dei dirigenti, ma più importante, selezionano l’offerta politica leader da presentare ai cittadini elettori, ecco, sono queste le funzioni per cui serve tesserarsi.

    Tutti coloro ai quali si chiede di dichiararsi elettori del Partito Democratico, hanno il compito di eleggere il Segretario nazionale, la composizione dell’Assemblea Nazionale, altrettanto per la dimensione regionale e per le cariche monocratiche Sindaco, presidente di Provincia, Presidente di Regione.

    Questo è il modello del partito aperto per cui il PD si è presentato come innovazione della politica nazionale, in base a principi di uguaglianza, libertà e solidarietà, un partito a vocazione maggioritaria, che ha rifiutato la logica della coalizione contro, ma favorendo la possibilità del bipolarismo, non bipartitismo, foriero della stabilità di governo e dell’alternanza.

    Il bipolarismo non significa necessariamente autosufficienza, è auspicabile la formazione di coalizioni che non sono aggregazioni di partito ma alleanze intorno ad un programma compatibile anche se non perfettamente coincidente, che comunque vedono la presenza di un partito trascinatore e un unico leader della coalizione.

    Il Partito Democratico deve svolgere la funzione di rappresentare tutti i valori e gli interessi del centro sinistra, dalle istanze dei ceti più dinamici dell’imprenditoria, fino all’operaio monoreddito, ma in una logica di progetto di cambiamento e di risposte al merito e ai bisogni dei cittadini, lontano da una sterile logica di pure alleanze.

    Abbiamo attraversato un anno e mezzo a discutere sulla forma partito, e comunque abbiamo redatto uno statuto, ma non siamo riusciti a consolidare il legame con l’elettorato attraverso il tesseramento, che è stato tardivo e timoroso, non siamo riusciti ad effettuare quel rimescolamento politico culturale necessario a saldare la base nei circoli restando ancora oggi ad una gestione di posizione correntizia.

    I circoli devono fare uno sforzo in questo senso, il congresso può essere un’opportunità per mettere in campo tutte le istanze valoriali che questo partito necessita per la sua identificazione, temi fondanti e fondamentali, ne cito alcuni, la laicità, il welfare, l’istruzione e la formazione, la storia, la costituzione e i valori repubblicani, potrei continuare, oggi più che mai anche a Piombino è importante di là dalle mozioni congressuali iniziare un percorso di trascinamento della società civile all’interno dei circoli, dentro queste discussioni che parlano di noi, del presente , delle battaglie ideali, che parlano dei nostri figli.

    Non è pensabile superare i problemi del partito democratico tornando indietro, forse sarà rassicurante, ma rischiamo di farci rivivere il modello partito degli iscritti, che ha generato negli anni quella crisi della partitocrazia influenzando i settori della società come sanità, istruzione, amministrazione pubblica, giustizia, quel modello in crisi che ha permesso la vittoria del centrodestra, quel modello che da qualche tempo, pur essendo radicato, non riusciva a comunicare con i cittadini.

    Il radicamento non basta, è elemento essenziale oggi per la vita di un partito, ma non è sufficiente ad attrarre consenso, lo dice la Lega, partito radicato ma con solo il 10%, lo dice l’IDV, partito non radicato con l’8%, lo dice il Pdl, partito poco radicato con il 35%.

    Contenuti, e metodologia di comunicazione faranno la differenza, anche l’abile politica delle alleanze, ha una sua efficacia in sede comunale e regionale, ma ti guarda in faccia se proiettata sul profilo nazionale, il progetto invece conta, il messaggio e l’univocità di intenti conta.
    L’alleanza dell’ulivo ha dimostrato tutta la sua fragilità quando poi è stata chiamata a governare, una coalizione compatta negli obbiettivi condivisi, chiari, univoci, può dare affidabilità per un futuro governo del centro sinistra.

    Certo che servono salde radici, una larga base associativa di iscritti, ma è necessario allargare la base culturale di questo partito, attraverso un progetto coraggioso che parla agli italiani, un partito federale che sia in grado di dare risposte al nord come al sud, un partito che promuove veramente la meritocrazia, un partito che non cede di un passo sulla laicità dello stato, un partito plurale e aperto, e un partito aperto è un partito che apre alle primarie la scelta del candito segretario e leader per la presidenza del consiglio.

    Le primarie non sono la panacea, ma tantomeno sono il maggiore dei mali del Pd, sicuramente andranno riviste e disciplinate, ma mai abolite, pensare all’elettore come un intruso è l’anticamera dell’isolamento.

    L’iscritto non conta? Roma è passata in poche settimane da 7 mila a 33 mila iscritti, tanto per citare un dato, e se ci sono stati casi di forti contestazioni, sono venute dalla mancanza di tessere e carenze strutturali e organizzative, tutte persone che volevano partecipare alla fase congressuale, allora conta l’iscritto ?

    Chi partecipa alla discussione politica sulle cariche intermedie del partito, delle amministrazioni pubbliche, dei consiglieri provinciali, regionali, e via dicendo, l’elettore o l’iscritto ?
    Chi partecipa alle composizioni delle liste elettorali e le mozioni congressuali?
    Sicuramente l’iscritto.
    Sono previste le primarie, ma non sono obbligatorie nei casi che ho citato, poi è sicuramente opportuno discutere dei singoli casi dove questo possa inficiare il risultato elettorale, ma, all’elettore del PD, per statuto gli viene chiesto di eleggere il segretario nazionale -candidato premier, questo è il PD, altrimenti è un partito coacervo di correnti e correntine, riferimento dei vecchi campi di appartenenza.

    La discussione e la capacità di percepire il dissenso come un arricchimento alla discussione può essere la differenza vera, democratica e progressista che ci differenzia dal Pdl e…… da Di Pietro.

    Non confondiamo poi, le “Primarie Chiuse” consultazione dei soli iscritti, con le primarie Aperte, la differenza la dice la parola, una è una consultazione interna, l’altra una reale e forte apertura alla società civile, l’ultima è il PD.

    E’ per me importante che la giornata di oggi assuma la connotazione di una prima tappa di un percorso lungo profondo e partecipato, dove sono sicuro che ci confronteremo con lo spirito sereno di consolidare un partito che dovrà vederci uniti insieme, identificati in un Segretario Candidato Premier, scelto da tutti i cittadini che si dichiarano elettori del PD per rappresentare il più grande riferimento riformista di centro sinistra per il governo del paese.

  10. Dario scrive:

    Il problema è che la volontà della persistenza delle “correnti e correntine” è palesemente presente negli entourage e nelle teste di quel “livello 1″ dirigenziale dello stesso Pd, legati a logiche “vecchie” di partito.
    Questo problema viene poi ulteriormente esasperato da media (tv e giornali) che gettano continua benzina sul fuoco (esempio lampante quanto accadde sulle dichiarazioni di Marino sugli stupri seriali di Roma). Piccola riflessione : i giornali “di sinistra” quando c’è scontro tra correnti buttano benzina sul fuoco, i giornali “di destra” invece bypassano, con scarsa eleganza, la notizia. Vabbè, banale digressione.
    Altro problema, quello delle possibili(necessarie? forzose?) alleanze. Questo problema sarà affrontabile dopo la creazione di un assetto STABILE all’INTERNO del Pd. Non si può immaginare di mettere le finestre quando ancora non ci sono le fondamenta di un palazzo, no?
    Comunque occhi aperti su Di Pietro. L’Idv, seppur con tematiche che sono ideologicamente compatibili con il Pd, non è altro che un Pdl in miniatura per quanto riguarda l’assetto interno.
    Una spregiudicata monocrazia che ha portato tra le fila dei dipietristi personaggi come il senatore De Gregorio, che passà all’Idv solo perchè l’allora direzione campana della Cdl (centrodestra) non lo volle candidare. Figuratevi che aveva già pronti i manifesti con il logo del centrodestra!E’ con certa gente che ci si deve alleare per fare l’OPPOSIZIONE (ora) o GOVERNARE (poi, speriamo presto)?
    Non credo proprio.

  11. Dario scrive:

    Domanda : chissà che posizione hanno i “3 moschettieri” (purtroppo per il Pd manca il 4°, d’Artagnan…) in merito alla censura posta dalla TV DI STATO a proposito del film “Videocracy”. Sarebbe interessante saperlo, credo. Giusto per non far dire cose “di sinistra” SOLO ed UNICAMENTE a Fini…

  12. Dario scrive:

    Un “crudo” ma molto interessante articolo di Angelo Panebianco sulla corsa congressuale del Pd.

    http://www.corriere.it/editoriali/09_settembre_10/offerta_inesistente_accb7bd2-9dca-11de-8f8c-00144f02aabc.shtml

  13. Dario scrive:

    Tanti che leggono e nessno che parla. In puro stile Pd.

  14. Dario scrive:

    22 validi motivi per vergognarsi:

    - Ileana Argentin (moz. Marino)
    - Paola Binetti (moz. Franceschini, sempre presente quando deve votare con il PDL sui diritti civili)
    - Gino Bucchino (eletto all’estero)
    - Angelo Capodicasa (moz. Bersani)
    - Enzo Carra (teodem, moz. Franceschini)
    - Lucia Codurelli (moz. Bersani)
    - Stefano Esposito (moz. Bersani)
    - Giuseppe Fioroni (moz. Franceschini)
    - Sergio D’Antoni (moz. Franceschini)
    - Antonio Gaglione (moz. Bersani)
    - Dario Ginefra (moz. Bersani)
    - Oriano Giovanelli (moz. Bersani)
    - Gero Grassi (moz. Franceschini)
    - Antonio La Forgia (moz. Franceschini)
    - Linda Lanzillotta (moz. Franceschini)
    - Marianna Madia (moz. Franceschini)
    - Margherita Mastromauro (moz. Bersani)
    - Giovanna Melandri (moz. Franceschini)
    - Lapo Pistelli (moz. Franceschini)
    - Massimo Pompili (moz. Franceschini)
    - Fabio Porta (eletto all’estero, moz. Bersani)
    - Giamomo Portas (moz. Franceschini)

  15. Dario scrive:

    Complimenti alla bronzea faccia di Massimo d’Alema ——-> http://www.youtube.com/watch?v=0WBZE7nkvPo

  16. Dario scrive:

    http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_10/dalema-intervista-riformista_e629e75c-b570-11de-8656-00144f02aabc.shtml

    Ancora complimenti a Massimo D’Alema. Un uomo dalle idee chiarissime. Temo che l’unica idea che abbia in mente D’Alema sia quella di sfasciare il Pd. Per il resto, tabula rasa.

  17. Dario scrive:

    Questa volta c’è da fare i complimenti alla deputata Paola Binetti, esempio di come le segreterie siano lontane anni luce dall’elettorato. In un sistema uninominale puro quella donna sarebbe fuori da qualsiasi parlamento democratico. La farebbero entrare giusto al Concilio Vaticano.

  18. Riccardo Gelichi scrive:

    Ciao Dario, sono dispiaciuto che il forum e il sito attraversino un momento di stanca. Gli impegni e le vicissitudini congressuali hanno, spero temporaneamente, diviso le strade della comunità felina e quindi gli impegni di tutti noi. Mi auguro che questo sito, l’Unione tutta, possa tornare a essere vitale come e più di prima.
    Grazie per la tenacia, e il contributo che hai dato alle nostre discussioni, spero di riprendere presto con attività e argomenti più accattivanti e proficui per il partito e per la società civile che dovremmo attrarre.
    Un saluto a tutti, Riccardo.

  19. Dario scrive:

    Domani sarà un momento cruciale per la vita della democrazia italiana e per tutta la sinistra riformista.
    Domani chiunque vincerà dovrà farsi carico di una richiesta PESANTE da parte dell’elettorato : un grande partito che torni a superare (almeno) il 30% e che si dimostri moderno, riformista e (opinione personale) quanto più vicino ai partiti socialdemocratici europei.
    La mancanza di un partito socialdemocratico si vede quando mancano i REFERENTI ISTITUZIONALI di alcune fasce altrimenti non rappresentate (non credo serva sottolineare quali). E tale spinta favorirebbe (così come accade nel resto d’Europa) anche all’aggregazione alla sinistra dei partiti socialdemocratici, ponendo le basi per una coalizione ridotta, che tenga fuori partiti populisti e basati unicamente sulla sopravvivenza del “nemico”, identikit che fotografa la situazione dell’Italia dei Valori. Il Pd ha una cosa che il Pdl non avrà mai : il futuro.

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